Visualizzazione post con etichetta bob dylan. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bob dylan. Mostra tutti i post

19.8.09

Dice che Fernanda Pivano...














Dice che Fernanda Pivano, il giorno che sono andata a trovarla col mio amico Michele Còncina con la prima copia del "Bravo Figlio" tra le mani mi ha stappato subito dello champagne accompagnato da cioccolatini, e mi ha tenuto la mano stretta parlandoni di Ginsberg, di Dylan e di Burroughs ("...quanto era cattivo...).
Dice che già tre anni fa aveva paura di dormine, e infatti non voleva che la lasciassimo sola nemmeno all'una di notte ("...appena tocco il letto piango...").
Dice che Michele le ha raccontato della mia "citazione" nel libro, come la "donna di Hemingway", e che lei c'è rimasta un po' male.
Dice che qualche settimana dopo, senza dire nulla, ha scritto un lungissimo e bellissimo articolo sul Corriere, che non so ancora se meritare.
Dice che ora ride, e sta bene.
Grazie Nanda.

20.5.09

Dice che Bob Dylan...




















Dice che Bob Dylan, nel grave incidente motociclistico del 29 luglio 1966, era alla guida di una Triumph Bonneville, e dice che è stato lontano dalla musica per più di un anno dando origine a svariate leggende metropolitane. Dice che nella caduta aveva riportato la frattura di una vertebra cervicale, più escoriazioni varie, e che era stato ricoverato in un ospedale per vari mesi.
Ma dice che Dylan, reduce dalla criticatissima apparizione al festival “Newport ‘65”, aveva diviso i fans anche sull’accaduto: c’era chi lo riteneva paralizzato, completamente ingessato, addirittura morto.
Dice che qualcuno aveva anche ipotizzato che non ci fosse stato alcun incidente, e che il menestrello di Duluth fosse in clinica a disintossicarsi dall’eroina e che, addirittura, proprio durante i giorni di Woodstock (dove Bob fu uno dei grandi assenti), fosse in corso un lavaggio completo del suo sangue in una clinica Svizzera.
Ma dice che Dylan stesso, in un’intervista di qualche tempo dopo, ha dichiarato: «Persi il controllo, sbandai da sinistra a destra. Vidi tutta la mia vita passarmi davanti… il fatto che ne sia uscito fuori ha del miracoloso». E, ancora: «Quando ebbi l'incidente motociclistico... mi rialzai per riprendere i sensi, realizzai che stavo solo lavorando per tutte quelle sanguisughe. Non volevo farlo. In più avevo una famiglia e volevo solo vedere i miei bambini».
Guasto meccanico? Droga? Semplice distrazione? Tentato suicidio? Fuga dal mondo? Nessuno potrà mai dirlo con certezza, sicuramente non il protagonista, anche se il critico Howard Sournes ha scritto nella biografia “Down the Highway: The Life Of Bob Dylan” che sul luogo dell’incidente non era stata chiamata alcuna ambulanza e che Dylan non era stato ricoverato in nessun ospedale, e che l’incidente offrì a Bob l’occasione per scappare dalle pressioni che lo affliggevano.
Dice che in “Chronicles. Vol. 1”, la prima parte della sua autobiografia del 2004, Dylan stesso liquida tutta la faccenda con un paio di righe: «Ho avuto un incidente in motocicletta e sono rimasto ferito, ma sono guarito. La verità è che volevo tirarmi fuori dalla concorrenza».
Dice che, ciò che è certo, quell’episodio ha “segnato” la fine del “primo” Dylan, il cantore della protesta.
Mistero nel mistero, non è mai stato accertato il modello di Triumph Bonneville che guidava: c’è chi dice una Triumph Bonneville 55, chi una Bonneville TT Special 650 cc, chi una Triumph Tiger 500 cc e chi, addirittura la sua ex fidanzata Joan Baez, una Triumph 350.
Dice che, curiosamente, la foto di copertina di “Highway 61 Revisited”, il suo celebre album del 1965, uno dei capisaldi della storia del rock e patrimonio dell’umanità tutta, ritrae Dylan con la t-shirt proprio di Triumph Motorcicles…

19.3.09

Dice che Bob Dylan...























Dice che Bob Dylan ha cambiato nome un’altra volta. Dice che l’artista nato Robert Allen Zimmerman (a Duluth, il 24 maggio 1941), ha scelto lo pseudonimo Jack Frost per produrre il suo nuovo disco contenente dieci nuove canzoni che, stando alle indiscrezioni, avranno un “approccio romantico”.
Dice che il disco “Together Through Life”, il suo 46° lavoro in studio, uscirà il 24 aprile, ed è stato registrato alla fine dell’anno scorso partendo dall’inedito “Life is hard” scritto per il film del regista francese Oliver Dahan.
Dice che, tra gli altri brani, ci saranno “I feel a change coming on” (che doveva essere l’iniziale titolo dell’album), “Beyond here lies nothin'”, “My wife's hometown”, “Forgetful heart”, “Shake shake mama” e “It's all good”.
Dice che special guest del disco è David Hidalgo dei Los Lobos.
E dice che il menestrello Duluth aveva già in passato usato lo pseudonimo Jack Frost per produrre l’album “Love and Theft”, uscito l’11 settembre 2001.

www.bobdylan.com

4.1.09

Dice che Sam Shepard...






















Dice che Sam Shepard, 65 anni, è stato arrestato il 3 gennaio dalla polizia di Normal, Illinois, per guida in stato di ebbrezza a velocità eccessiva. Dice che il suo tasso di alcool nel sangue era il doppio di quello consentito, e la velocità superiore di 26 chilometri all’ora rispetto al limite di 48 chilometri all’ora. Dice che, dopo che è stato arrestato, il celebre attore e drammaturgo americano ha dichiarato che si era fatto un paio di birrette prima di rientrare in hotel in viaggio verso il suo ranch in Kentucky, dove vive con la bella moglie Jessica Lange, due figli, e i suoi amati cavalli. Dice che Shepard, voce dell’America “contro”, ha vinto il prestigioso Premio Pulitzer nel 1979 per il dramma “Buried Children”, e ha scritto le celebri sceneggiature di film come “Zabriskie Point” e “Paris, Texas”. Dice che nel 1975, non ancora famoso, è stato chiamato al telefono da Bob Dylan in partenza per il suo “Rolling Thunder Revue”, il folle tour con al seguito, tra gli altri, Joan Baez, Joni Mitchell, Allen Ginsberg e un giovanissimo T-Bone Burnett, per scrivere la sceneggiatura di un film on the road che non ha visto mai la luce. Dice che Shepard è riuscito solo a tenere un delirante ma affascinante diario di quella folle avventura ("Intanto prendo appunti per restare sano di mente"). Dice che il libro, corredato da bellissime foto e una grafica accattivante, è stato da poco tradotta in Italia da Cooper.

1.7.08

Essere Jakob Dylan...




















Dice che Jakob Dylan è nato a NY il 9 dicembre 1969 ma ha vissuto a Los Angeles dal 1977 con la madre Sara Lowndes dopo la sua separazione da papà Bob. Dice che i loro rapporti sono “molto buoni”, e che “è così che sono registrato all'anagrafe. Non mi sono mai chiamato Zimmerman in vita mia". Fan di Joe Strummer e dei Clash, dice che in un concerto ai Magazzini Generali di Milano, con i suoi Wallflowers, ha suonato “Brand New Cadillac". Dice che il suo primo disco solista, “Seeing things”, voce e chitarra acustica, è prodotto da Rick Rubin, il “genio” che ha prodotto, tra gli altri, Johnny Cash e l’ultimo Neil Diamond. Dice che vesta Armani. Dice che non ha “quella voce”, la voce del padre, ma il disco è bello…