31.5.07

Il bravo figlio e Londra












Venerdi 15 giugno alle ore 18.30

Italian Bookshop
Con Vittorio Bongiorno
che ci parlerà del suo romanzo
IL BRAVO FIGLIO
Rizzoli editore

Introduce il Console David Morante
L’attore Marco Gambino leggerà dei brani dal romanzo

Drinks
Vino offerto da
www.mondialwine.com

The Italian Bookshop 5 Cecil Court
London WC2N 4EZ
RSVP 020 72401634
Italian@esb.co.uk

10.5.07

il bravo figlio e il polipo - parte 2

no, il polipo non è caduto nella camomilla acida. è caduto sul davanzale della mia finestra. ora, ci ho pensato tutta la settimana, mi sono consultato con amici, parenti, ho fatto ricerche, e sono arrivato alle seguenti conclusioni:
a) polipo caduto in traiettoria dall'alto al basso (dal piano di sopra al mio davanzale): messo ad asciugare, cade con un colpo di vento.
b) avvertimento mafioso (luca brasi sleep with octopus)
c) atto goliardico di questi scansafatiche parcheggiati al bar sotto la finestra (e dunque volato dal basso all'alto)
d) polipo caduto dal becco di gazza ladra che l'ha rubato da un altro davanzale messo ad asciugare
e) polipo caduto dal cielo (dio? budda? maometto? ecc)>vedi fine del mondo
f) polipo caduto da scenografia>vedi riflettore di The Truman Show
g) polipo volante (o floating octopus> vedi syd barrett)

queste le più accreditate
votate e fate votare
e non siate anonimi
l'anonimato fa venire l'acidità
v.

7.5.07

Il bravo figlio e il polipo

“Please leave us here/ close our eyes to the octopus ride!”, cantava Syd Barrett.
Ieri, o l’altro ieri, ho trovato un polipo sul davanzale della finestra. Giuro. È vero. Ed ero completamente, pienamente, assolutamente sobrio. L’ho interpretato come un segno del destino…
v.


PS: per L.: sarai contenta, ora mi potrai scrivere cose cattive sul blog.
Per Marco, di Palermo, Africa: Marco chi? Corona?

2.4.07

Il bravo figlio e Milano


A Milano, giovedì 5 aprile, alle 18, alla libreria Rizzoli in corso Vittorio Emanuele. Con me lo scrittore Piero Colaprico. Dopo, tutti sul mio yacht con ospiti a sorpresa...

v.
(vittorio.bongiorno@gmail.com)

28.3.07

Il bravo figlio e l'auto svedese





Un giorno d'inverno l'amico e scrittore Franco Foschi (my personal guru) mi intervista per la tv online arcoiris.tv a bordo di una delle auto svedesi che "vendo". Guida Tilo (my personal guidance). Filma Stefano Mazzoni (my personal cinephotographer). Fa un freddo bestiale. Però ci divertiamo. L'intervista, da vedere o scaricare, in diversi formati, si trova qui: http://www.arcoiris.tv/modules.php?op=modload&name=Downloads&d_op=viewdownload&cid=800 (basta cliccare sul titolo per andarci direttamente)

6.3.07

L'archeologa di Pavia (colpo di scena)

non è un'archeologa, quella che scrive, e non è di Pavia. ma allora CHI diavolo è che scrive?!? facciamo così, chi indovina vince un premio...
v.

L'archeologa di Pavia (parte terza)

scusa?!?
io ho sbagliato?
cosa avrei sbagliato?
let me know...
v.

5.3.07

L'archeologa di Pavia (seconda parte)

cara archeologa di pavia, io sono molto molto molto stanco ma sto bene, e tu? alla fine mi hai trovato... non ci credevo... non ci credo tutt'ora... meno male che ho sbagliato treno... tu che hai sbagliato?
v

27.2.07

L'archeologa di Pavia

Sabato scorso, sul treno Pavia Milano in mega ritardo, ho incontrato una meravigliosa archeologa con le All Star (rosse?). ma che ci faceva una meravigliosa archeologa "in the middle of nowhere"? Booo. Non dovrebbe stare in un posto dove c'è qualcosa da scoprire? comunque lo scrittore ero io. eccomi qui. v.

13.2.07

La mia email (per Paola)

Per Paola, e per chi volesse scrivermi questa è la mia email: vittorio.bongiorno@gmail.com

1.2.07

Il bravo figlio e La giovane holding

il libretto, uscito nel 1996, è andato al macero. l'altro giorno me ne sono ripresa uan copia a casa di amici perché me n'è rimasta una sola. giuro, è vero. dunque è introvabile, sì. qualcuno aveva provato anche a ripubblicarlo (mezza fregatura). per anni mi hanno chiesto insistentemente di ristamparlo, senza una lira, ignorando ciò che avevo scritto nel frattempo. per, come si dice, "bagnare il panuzzo" in certe polemiche letterarie. insomma, non mi conveniva. un giorno, se mi gira, me lo ristampo con www.blurb.com per regalarlo agli amici. come all'amico che mi chiede, ma che resta anonimo. charles? chissà
v.

Il bravo figlio e Charles

No, non mi hai fatto soffrire, caro Charles.
e non lo dico perché ho paura di mostrare una mia eventuale debolezza.
mi ha, invece, molto incuriosito.
anzi, ti dico che mi interessano di più le note negative/stonate dei commenti positivi.
mi chiedevo chi potessi essere, se ci siamo incrociati una volta, magari nel tuo ufficio per pochi minuti, se sei "chi" dico io. ma forse sono solo mie supposizioni un po' paranoiche.
è che, ti confesso, con tutto che mi ha divertito il tuo primo commento, l'ho trovato un po' "avvelenato". ma ti capisco. sempre se sei "chi" penso. sapessi quante cose che avrei da dirti...
felicissimo che la tua vita risplenda.
io, da parte mia, a parte alcuni problemucci di difficile soluzione, non sono mai stato così felice
ciao
v.

CONCLUSIONI AFFRETTATE (a Stefano Quadrelli)

Sono morto. Mi tira un poco il braccio, vado dal medico. Nella sala d’aspetto i soliti vecchi si lamentano che il dottore è in ritardo. Mi guardano e mi fanno così con la testa per attaccare bottone e lamentarsi ma io non gli rispondo perché sono morto. Aspetto quasi un’ora, e muoio due volte. Quando tocca a me la signorina mi dice di entrare e muoio. Dottore sono morto, gli dico al dottore subito appena entro. Il dottore sta scrivendo la ricetta di un altro e non mi guarda. Mi dice solo di stendermi sul lettino, ora vediamo. Sono morto, gli dico. Non scenda a conclusioni affrettate, mi dice il dottore, qui le diagnosi le faccio io. Mi fa stendere sul lettino. Mi tocca lo stomaco. Dica trentatré. Glielo dico. Da quanto tempo ha questo disturbo, mi chiede il dottore. Quale disturbo, gli dico. Il dottore mi fa alzare e mi dà colpetti nella schiena senza rispondermi come fanno sempre i dottori. Umh, dice. È grave, gli chiedo. Sa perché glielo chiedo, gli dico, perché sono morto. Il dottore mi misura la pressione, poi si va a sedere dietro la scrivania. Apre il file sul computer sbagliando il mio cognome. Batte dei tasti. È morto, mi dice distendendosi sulla sedia facendo spallucce. Gliel’ho detto che ero morto, gli dico io. Ma infatti, dice il dottore. Ah, gli dico, che terapia mi consiglia. L’aspirina è la cosa migliore in questi casi. Al bisogno, dice. Ce l’ha l’aspirina a casa, mi chiede il dottore. Gli dico di sì con la testa, poi muoio. Se vuole può tenere un quaderno, una specie di diario dove appuntare tutti i sintomi, quello che si sente cioè, mi dice il dottore. E poi che ci faccio una volto che l’ho finito il quaderno, gli chiedo. Poi me lo porta che ci diamo un’occhiatina, mi dice. E se nel frattempo muoio, gli chiedo. Questo è il mio numero di cellulare, mi dice il dottore allungandomi un bigliettino da visita, se muore mi chiami a qualunque ora, vediamo che possiamo fare, dice. E se nel frattempo non muoio, gli chiedo. Allora prende un appuntamento con la signorina e facciamo un altro controllino tra un mesetto, dice il dottore mentre sta già scrivendo le ricette per altri pazienti. Non c’è molto da aspettare per l’appuntamento, gli chiedo. Questo io non lo posso sapere, mi dice il dottore guardandomi in faccia per la prima volta sorridendo. È un bell’uomo, il mio dottore, simpatico e cordiale. Certo certo, gli dico, mi scusi. Gli stringo la mano e esco. Saluto la signorina e me ne vado a morire solo come un cane sotto un ponte.

31.1.07

Il bravo figlio e Marco (e gli altri)


Tal Marco, che io ovviamente non conosco, mi scrive delle bellissime cose, e m’imbarazza e mi lusinga. Senza falsa modestia. Che dire? E io che pensavo di odiare questo blog. Di non vedere l’ora di cancellarlo dal web definitivamente. Booo. Sono sinceramente stupito. E dunque grazie Marco, grazie Danilo, grazie Simona, grazie P., grazie Traduttrice, grazie Daniela, grazie tutti quelli che scrivono e commentano. Grazie pure tal Charles, che ha scritto una cosa un po’ cattivella e avvelenata (sei CHI penso che sei?).
Ah, dicevamo Marco: menomale che lo suggerisci tu a mezzo mondo, sennò quando mai le venderò 5000 copie? In cambio sarei ben lieto di ricompensarti con una copia di “The Good Son” di Nick Cave (scrivimi alla mia mail che ci accordiamo). Il vecchio libro, IN PARADISO, lo trovi su www.reriveapprodi.org (digli che sei amico mio e pretendi lo sconto). Il nuovo libro c’è, ma non so ancora quando e se. Quanto ai Giardini di Mirò, li conosco e li amo molto e il disco è molto molto bello, e me l’ha regalato il mio amico Daniele che l’ha prodotto (www.homesleep.it). Grazie
v.

16.1.07

Il bravo figlio e le paranoie personali



Rispondo a Marco, che oggi scrive “Un libro che - capita sempre più raramente - ti incolal fino alla fine. Anche perchè c'è una storia e non le paranoie personali" dell'autore. Conmplimenti ancora, e grazie per la compagnia.Marco”.
Grazie a te, scrivo io.

In realtà di paranoie personali gliene ho messe in bocca molte a Nino Scialoja (alcune ce le aveva lui, di suo), ma ho cercato di NON raccontare me stesso. Il mio ombelico, come si diceva una volta. La mia breve stronza vita, come diceva Marsellus Wallace. Insomma, no, il bravo figlio non sono io. Ho raccontato una storia. Ho creato un personaggio, che vive nel suo mondo di carta, che non è il mio. Che però è vivo, tanto quanto me, forse più di me.
A seguire breve lista di paranoie personali dell’autore (da http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_di_fobie):

- Acatartofobia: paura dello sporco e della polvere.
- Acrofobia: paura dell'altezza e dei luoghi alti.
- Agliofobia: paura del dolore.
- Albuminurofobia: paura di ammalarsi ai reni.
- Algofobia: paura di soffrire (di provare dolore).
- Amaxofobia: paura di guidare un'automobile.
- Apeirofobia: paura dell'infinito.
- Asimmetrofobia: paura delle cose non simmetriche.
- Astenofobia: paura di svenire o di sentirsi deboli.
- Atelofobia: paura dell'imperfezione.
- Atomosofobia: paura delle esplosioni atomiche.
- Aviofobia: paura di volare (paura degli aerei)
- Bacillofobia: paura dei microbi.
- Bacteriofobia: paura dei batteri.
- Ballistofobia: paura dei proiettili.
- Barofobia: paura della gravità (del peso).
- Cardiofobia: paura del cuore o delle malattie del cuore.
- Dinofobia: paura delle vertigini o dei vortici.
- Dystychifobia: paura degli incidenti.
- Emofobia: paura del sangue.
- Epistaxiofobia: paura delle emorragie dal naso.
- Necrofobia: paura della morte o di corpi morti.
- Nosocomefobia: paura degli ospedali.
- Nosofobia: paura di ammalarsi.
- Patofobia: paura delle malattie.
- Rupofobia: paura dello sporco e di ciò che non è igienico, dalla quale spesso deriva l'ossessione a pulire
- Tafofobia: paura di venire sepolti vivi.
- Talassofobia: paura del mare (di annegare).
- Tanatofobia: paura ossessiva della morte

10.1.07

il bravo figlio e è stato il figlio















uno pensa che gli scrittori famosi sono stronzi. in più, siciliani, stronzissimi. poi oggi mi arriva una mail di mr. roberto alajmo, che non conosco personalmente, che ho letto, tanto, e pure odiato (*), che insomma mi scrive per dirmi ciao, che ha letto il mio libro e che gli è addirittura piaciuto! booo, signora mia...
e insomma, mr. roberto alajmo mi chiede da sove sono spuntato (tipica espressione di noi terroni), io dico dal sottosuolo, dalle fogne precisamente, e lui sta al gioco, mi offre un caffè, che ancora non abbiamo preso. ora ci vado, a palermo, che qua fa freddo. poi uno dice gli scrittori sono stronzi, ma quando mai...

il suo blog, molto bello, ha un indirizzo inspiegabilmente complicato: http://www.duepuntiedizioni.it/robertoalajmoblog

(*) motivi per cui ho odiato mr. roberto alajmo:
1) scrittura così "fina" che io me la sogno
2) copertina del libro che io volevo "uguale sputata" per il mio
3) soldi
4) articolo su celebre quotidiano in cui smerdava celebre premio letterario
5) casa a mondello
6) volvo nera...

27.12.06

Il bravo figlio e 'o saraceno



















L’ultima data del “Bravo Figlio Tour” è andata, e io NON mi sono cacato addosso, non ho vomitato, non ho avuto nemmeno due linee di febbre, niente.
In compenso ho fatto un’intervista a Radio Flash (www.radioflash.to) dove ho parlato più di “LOST” che del mio libro con una DJ lost-addicted tanto quanto me; ho bevuto champagne con una traduttrice adorabile; ho attraversato Torino di notte a piedi; ho rivisto amici, amiche, e Giampo Coppa, il principe della psichedelia torinese (www.hiu.it/copparoni.html); cenato con Albertfield, il DJ più understatement che c’è, in una trattoria pugliese con karaoke napoletano e cornini lampeggianti…
Un anno se ne va, sto diventando grande. E, come ha detto uno dei due musicanti della trattoria, un bestione sui centoventi kili che suonava una tastierina-chitarra alla Sandy Marton: “E se non ci vediamo, buon anno”…

vb

12.12.06

Il bravo figlio e la figlia oscura

Leggo il bel libro di Elena Ferrante appena uscito. Curioso il titolo, intrigante la storia, una scrittura dolente. Mi aveva colpito il film tratto dal suo romanzo “L’Amore molesto”. Mi aveva colpito il libro “La frantumaglia”. Mi colpiscono le parole, e ciò che le parole riescono a evocare. Poi la scorsa settimana c’è questa lunga intervista su Repubblica, che mi fa molto pensare. Ma non per ciò che l’autrice dice, o risponde, ma per le domande del giornalista. Domande che pone a un’autrice che, stando alle note biografiche ufficiali, non dice nulla e non vuole far sapere nulla di sé. Un bel modo per “uscire dal mondo”, e dedicarsi solo alla scrittura. Cosa che, però, ultimamente non va molto di moda.
L’articolo integrale (con domande e risposte), è qui. www.edizionieo.it/recensioni_visualizza.php?Id=224

11.12.06

L’autore del bravo figlio e suo figlio



La foto di copertina non è mio figlio. E non sono nemmeno io. È una foto di un americano, credo, scelta dall’editore. Potremmo discutere, ma non lo facciamo.
Mio figlio, quello vero, ha mi ha disegnato. Sputato. Mio figlio, ne vado fiero, è un gran disegnatore. Chissà cosa penserà mio figlio quando leggerà questo libro. Chissà quando leggerà gli altri!
Magari sarà come il figlio di Nanni Moretti, che aveva sentito parlare di un film del padre, “Il
figlio nella stanza”! Oppure, come immaginava il grande, immenso, commovente Andrea Pazienza, nella storia in due puntate “Mio figlio”: «Lo stronzetto si legherà alla madre che gli farà leggere le cose che scrivevo quando avevo trent’anni». E, ancora, «Papà, ma quando ti facevi le pere usavi il citrico?»… «Gasp! E vaglielo a spiegare che un artista è un artista, e non si fa tutti i viaggi che racconta, mica Gericault c’è andato sul serio sulla zattera della medusa…» E a questo punto Paz immagina che il figlio, lo stronzetto, gli prende un librone d’arte e gli legge: «Leggi qua: Gericault, a seguito di quel naufragio, realizzò il suo quadro più celebre, la ‘Zattera della Medusa’» e allora Paz si disegna, alla fine della storia, furente in farmacia: «Mi dia trecento mila lire di profilattici!» Ma Andrea Pazienza, quello vero, non ha mai avuto un figlio, sfortunatamente. Gli avrebbe raccontato un sacco di storie. Belle storie. Sono sicuro.

4.12.06

il bravo figlio e le donne

susanna chiede, e io rispondo: "ma perchè hai una visione negativa della donna?
cioè perchè nei tuoi romanzi(visto che ho letto in paradiso e i racconti di natale)le tue donne sono sempre o madri incapaci o prostitute o donne di altri quindi amanti del protagonista? ... scusa l'invadenza. ma forse è più un bisogno mio di ricerca di immedesimazione che tuo"
io non credo di avere una visione negativa della donna. ho una visione negativa dell'essere umano, che è peggio peggio. voglio dire, sia il bravo figlio, che il pusher ameba di "in paradiso", sia gli altri personaggi che ho descritto, non se la passano molto bene: spacciatori, criminali, avanzi di galera... anzi, ti dirò di più, il bravo figlio si innamora sembre, di tutte le donne. e la "lola loren" del racconto di natale, per esempio, è una donna dolcissima per me. a una presetnazione un tizio mi fa: "perché Petra, la puttana albanese...". Petra puttana albanese? ma quando mai? chi ti ha detto che è una puttnaa albanese? immedesimazione. sì, credo che c'entri un po' questo, e io ci gioco a farti immedesimarti, per carità, lo scrittore fa questo. ma l'ultima cosa che ho è una visione negativa della donna. magari di qualche donna, ma non DELLA donna. viva ségolène royal, insomma. e pj harvey. e jenny seville. no?

persone che ho incontrato a catania e palermo

sono tornato a casa.
l’aereo per catania NON si è spezzato in due, come in LOST, e NON sono sopravvissuto nell’isola dei misteri, e soprattutto NON ho incontrato nessuna Ana Lucia, nessun orso polare, nessun fumo nero (a parte la cenere dell’etna). Però ho incontrato un giornalista con la coppola e le adidas, due dj troppo forti, una madre rompipalle e la sua dolcissima figlia, la sua bellissima amica ubriachissima che aveva appena compiuto 17 anni (!!!), una libraia con il vespone, un lettore balbuziente, due genitori (con il figlio a casa con la babysitter), un avvocato filosofo e suo figlio (uguale a me 20 anni fa), una libraia che ama i libri, una giornalista con la (mia) biblioteca nella borsa, un costruttore di asinelli, un’amica incinta, un’amica che non si è fatta vedere, una donna con un solo dente, la moglie di un artista, un pittore che costruisce pipe, uno sbirro che mi vuole bene, un fotografo che mi ha ritratto abbracciato a una pentola vecchia, un gatto che sale le scale di legno, un autista di pulmann che mi ha salvato la vita.
e prima, durante, dopo questi incontri ho capito anche che palermo non sarà mai la mia città, benché sia una bellissima città.

28.11.06

svedese bionda on "bravo figlio"

I bought it. I read it. I liked it. A lot!!
L'ho comprato à l'aeroporto quando andavo in Cina. L'ho letto in tre giorni in Cina e sull'aereo. Non so quanto conta l'opionione di una svedese bionda, ma mi ha piacuto molto.

Kram,
Anna

26.11.06

tutto bene

oggi, domenica 25, vado a ferrara per cominciare il "bravo figlio tour".
è andata bene, tanti amici, tante amiche
pier damiano ori, che è un grande, ha detto delle cose molto belle sul libro.
insomma, tutto promette bene per il futuro.
se non fosse che m'è venuto il cagotto, la febbre, maldischiena.
e la caldaia non funziona.
tutto bene?
booo
v.

PS: ah, dimenticavo. avevo deciso di cancellare dal cyberspazio il mio blog. ma la dottoressa lipperini dice di no. dunque appena mi riprendo aggiorno con foto, musiche e testi

21.11.06

palermo dell'anima

palermo non è palermo
nel senso che "quella" descritta nel libro non è la vera città.
è solo un luogo "dentro".
metà vera, metà inventata, come tutto il libro.
ma non chiedetemi le percentuali, le ho dimenticate.
per molto tempo mi sono chiesto come descrivere la città, se non fosse NECESSARIO un viaggio per rinfrescare la memoria, per risentire certi odori, il dialetto. ma poi ho deciso che no, tutto quello che mi serviva ce l'avevo già, "dentro".
non so se ci sono riuscito
ciao

17.11.06

il mio primo blog

cara daniella
mi hai voluto regalare la bicicletta/blog? ora mi insegni a pedalare.
v.